


| Vino Distillati e Liquori |
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Negli ultimi anni i vini marchigiani si stanno affermando nel panorama enologico nazionale ed internazionale sempre con maggior successo. Questi meritati risultati sono frutto del terreno particolarmente votato alla viticutura che accomuna molte zone della regione, e alla giusta attenzione alla qualità verso la quale molte aziende del settore stanno investendo. Così, ad oggi, al territorio sono state riconosciute due importanti DOCG:
e 15 DOC:
Oltre a questa gamma di vini è importante segnalare altri prodotti forse meno conosciuti, ma di grande interesse che la tradizione regionale ci ha tramandato fino ai nostri giorni.
Il Vino di visciole, chiamato dialettalmente visner, era già apprezzato da Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, che era solito bere vino “de ciriege o de granate” (ciliegie o melograni).
Le visciole , per 4/5 snocciolate e per 1/5 intere, vengono poste in una damigiana con zucchero e vino rosso locale, si lasciano fermentare per 60 giorni, poi il prodotto viene filtrato e viene aggiunto alcol a 90°. Dopo averlo fatto riposare per diversi mesi, si ottiene un prodotto con un bouquet molto intenso, dove i sentori fruttati del vino rosso si sposano armoniosamente all’aroma delle visciole. Questo vino da dessert si abbina perfettamente con ciambellone e dolci secchi.
Di difficile classificazione è il Vino cotto, ma di certo si sa che la sua origine è molto antica. Le sue tracce compaiono già nel Piceno nel 200 ac, di questo prodotto scrivono Plinio e Virgilio.
Questo prodotto, che è diffuso soprattutto nelle province di Macerata Fermo ed Ascoli Piceno, a Loro Piceno si organizza da trent’anni la Sagra del vino cotto, si ottiene facendo bollire lentamente le uve, bianche o rosse, in calderoni di rame. Durante la bollitura si deve eliminare la schiuma formatasi sulla superficie del mosto e si aggiungono delle mele cotogne, inoltre si definisce la dolcezza del vino in base a alla concentrazione che si fa avere al mosto bollito.
Terminato questa fase, il vino viene fatto fermentare in botti e, dopo alcuni travasi, viene fatto invecchiare. La variante più secca viene usata anche come vino da pasto, mentre se più concentrata si utilizza come vino da dessert.
Un prodotto simile è la Sapa, in questo caso il mosto viene ridotto del 70/80% ottenendo uno sciroppo molto dolce, con sentori caramellati e sapore mielato, sapido e vellutato. Una volta la sapa era utilizzata come il miele, apprezzata anche come condimento balsamico, oggi viene abbinata a preparazioni sia dolci che salate.
Gode di una certa notorietà il Mistrà , liquore all'anice, la cui storia risale all'apertura degli stabilimenti di Pievebovigliana (1868) ed Ascoli Piceno (1870).
Si ottiene facendo macerare i semi di anice ancora verdi in alcol a 70° e aggiungendo sciroppo di zucchero a freddo per regolarne la dolcezza, viene apprezzato come digestivo e soprattutto come correzione per il caffè.
Altri prodotti meno conosciuto sono il Liquore al cumino, nella zona di Ussita, e la Lacrima di spino nero, ottenuta dalle drupe del prugnolo e altri frutti di bosco con aggiunta di zucchero e vernaccia rossa, prodotto che ben si abbina con dolci al cioccolato e pasticceria secca.
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